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Come spiegare un concetto così difficile come la morte a un bambino?

Il Professor Francesco Campione, tanatologo e presidente dell’Associazione Rivivere di Bologna, nel libro edito da EDB “La domanda che vola. Educare i bambini alla morte e al lutto”, aiuta adulti e genitori a parlare coi propri figli e ad affrontare le loro domande e le loro angosce.

La nostra cultura ci porta a rimuovere il tema della morte, a volerlo scacciare con tutte le nostre forze, a tenerlo lontano il più possibile. Capita spesso però di essere obbligati ad affrontare il tema con i più piccoli.

In un’intervista di Alice Spiga, direttrice di SO.CREM Bologna, alla domanda “E se il bambino dovesse cominciare, per un motivo o per un altro, a porre delle domande sulla cremazione? Che cosa dovrebbe rispondere un genitore?” Il professor Campione risponde: ” Le risposte sulla cremazione dipendono da un primo fattore fondamentale: l’età del bambino.Secondo le tappe evolutive del concetto di morte (1) che la ricerca psicologica ha individuato allo stato attuale, i bambini: fino ai 3 anni sono convinti che la morte sia un evento reversibile e non universale del quale tende a non comprenderne le cause.Tra i 4 e i 6 anni comprendono che la morte è irreversibile e universale, ma la causa può essere anche non naturale o biologica (ad esempio una magia o una volontà cattiva).Tra i 6 e i 9 anni comprendono che la morte è una cessazione irreversibile delle funzioni vitali, che avviene per ragioni biologiche, che è universale e che riguarda anche loro.”

In una cultura come la nostra che tende a voler rimuovere il tema della morte, gli adulti hanno spesso paura di affrontare questo tema, credendo i bambini incapaci di comprendere.

L’elaborazione del lutto in un bambino è qualcosa di molto complesso e va trattato con le dovute precauzioni ma divenire noi stessi consapevoli che, per poter tentare con loro una qualche risposta, dovremmo porre, anzitutto a noi stessi, molte domande, è un’inizio.