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Un vero e proprio museo a cielo aperto quello del  Monumentale, chiamato così dai milanesi e, oramai, anche dai turisti che ogni giorno lo affollano.
Il complesso, inaugurato nel 1866, venne progettato dall’architetto Carlo Maciachini secondo uno stile eclettico per divenire un cimitero aperto a “tutte le forme e tutte le fortune”.
Ben presto la municipalità sottolineò la volontà di farlo diventare un monumento d’arte funeraria, un vero e proprio inno alla milanesità di quegli anni.
La superficie attuale è di 250 mila metri quadrati e, anch’esso come quello di Parigi, è suddiviso in tre aree: quello dei cattolici, degli acattolici e del così detto riparto degli israeliti. La parte più visitata continua ad essere il Famedio (dal latino “famae aedes” ovvero “tempio della fama”): una voluminosa costruzione in marmo e mattoni che ospita alcuni tra i nomi di coloro che hanno contribuito a costruire quella che è oggi la nostra cultura: da Alessandro Manzoni a Salvatore Quasimodo, da Bruno Munari a Arturo Toscanini e Enzo Iannacci, da Gino Bramieri a Alda Merini e Franca Rame.
Il Monumentale: uno splendido racconto di una cultura italiana troppe volte dimenticata.

© Crediti fotografici
FOTO DI INSIEME | Francis Thèveneau
(https://www.flickr.com/photos/124667819@N06)